Dal diario di Valentina, Resp.le Marketing e comunicazione di Food Design Studio.

31 Marzo Party da Exodous Group.

Mi invitano ad un party molto elegante dall’altra parte della città. Ho solo mezz’ora di tempo e l’unico mezzo che mi consente di arrivare agevolmente in tempo è la metropolitana.
Mi affretto a fare i biglietto e per un caso fortuito un treno diretto nella direzione in cui devo andare è in arrivo. Non voglio perdere la metro, quindi mi affretto e scendo rapidamente le scale stando attenta a non scivolare per via dei tacchi, in quel momento nonostante la fretta una scena attira la mia attenzione, un uomo sporco e molto trasandato, probabilmente un senza tetto, rovista in un cesto dell’immondizia in cerca di qualcosa…
Durante il tragitto ho la possibilità di vedere come si stia modificando la società da quando ero abituata  a viaggiare con questo mezzo. Oltre ad alcune persone vestite in modo molto elegante, che presumibilmente potrebbero essere invitati al mio stesso party trovo una serie di persone dalle differenti etnie e abitudini sociali e persino qualcuno che mi insinua fortemente il dubbio che dal giorno della nascita non abbia sentito la necessità di  lavare le mani.
Il treno viaggia molto rapidamente tra una fermata e l’altra e alterna forti accelerate a brusche frenate, c’è molta gente e sono in piedi, per non rischiare di cadere cerco di ancorarmi molto saldamente agli appositi sostegni metallici. Ad un tratto mi rendo conto che le persone dalle dubbie abitudini igieniche mie compagne di viaggio si reggono ai medesimi sostegni, e scorgo la persona che aveva attirato la mia attenzione mentre scendevo rapidamente le scale reggersi anch’esso al sostegno opposto al mio.
Un po’ turbata esco dal treno e mi reco al party, è tutto molto chic e di alto livello. L’offerta del catering è molto ricca e creativa, sicuramente al livello della location che ospita l’evento e a quello del brand che lo ha organizzato, bicchierini, monoporzioni, one-shot, piccole palline impanate, ecc… tutto in perfetto stile Finger Food, da consumare con le mani.
Come da abitudine prima di mangiare passo in bagno per lavare le mani. Mentre attendo il mio turno e mi meraviglio che non vi sia una grande coda, per passare il tempo, rapidamente cerco di capire se vi sono facce conosciute e quanti possano essere gli invitati.
In modo empirico ma abbastanza veritiero posso contare circa 250 invitati presenti ed un solo bagno in sala, ad un tratto la mia attenzione viene attirata da una persona ospite che mi appare familiare, la quale aveva già iniziato ad assaggiare tutte le prelibatezze, dove avrò visto quella persona?
Mentre il bagno si libera ho un flash. Ah già! È la persona che condivideva il sostegno in metropolitana con il senza tetto… ma non era in coda insieme a me per lavarsi le mani prima di iniziare il buffet.
Uscito dal bagno me lo presentano e gli devo stringere la mano… mentre mi guardo bene dall’utilizzare la stessa mano per attingere ai vari finger food della serata inizia una discussione con lui in cui sostiene che il popolo africano abbia un modo incivile di comportamento.
Annoiata dagli argomenti superficiali e un po’ razzisti, appena mi è possibile torno in bagno per lavare nuovamente le mani.
In quel momento ho capito quale è lo strumento più importante in un catering a base di finger food… Una salvietta imbustata monouso. Disinfettante, rinfrescante, già come quelle che ti portano di tanto in tanto sugli aerei o nelle cene a base di pesce… Pensare che al ristorante Eritreo l’altra sera la prima cosa che hanno fatto è stata di portarmi un recipiente con acqua e limoni proprio per consentirmi di lavare le mani prima di usarle per mangiare… e qualcuno sostiene che siano incivili gli Africani…

Nella maggior parte degli eventi organizzati da catering o banqueting non esiste nessuno che pensi all’esigenza di lavarsi le mani prima di iniziare a toccare il cibo in un party basato su prodotti finger food.